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CÔTES DU JURA BLANC
Domaine Laura Bourdy
Il Jura viene spesso raccontato come una piccola Borgogna.
È uno degli errori più grandi che si possano fare.
Lo Chardonnay è lo stesso.
Ma tutto il resto cambia.
Cambiano i terreni.
Cambia il clima.
Cambia il modo di affinare il vino.
Cambia il rapporto con l’ossigeno.
Il Côtes du Jura Blanc del Domaine Laura Bourdy nasce da marne grigie del Lias e affina per almeno tre anni in antiche botti di rovere, a contatto con l’aria ma senza sviluppare il velo di lieviti tipico del Vin Jaune.
È uno Chardonnay potente, profondo e longevo.
Ma soprattutto è un vino che racconta il Jura senza cercare di assomigliare a nessun altro territorio.
Perché l’ho scelto
Molti pensano che uno Chardonnay di grande qualità debba necessariamente provenire dalla Borgogna.
Questo vino dimostra il contrario.
Lo Chardonnay è presente nel Jura almeno dal XVI secolo e, su questi terreni marnosi, assume una personalità completamente diversa.
Non cerca la purezza immediata del frutto.
Cerca profondità.
Tempo.
Evoluzione.
La fermentazione con lieviti indigeni, il lungo affinamento nelle antiche botti e il contatto controllato con l’aria costruiscono un vino solido, secco e complesso, sostenuto da una splendida acidità.
L’ho scelto perché è uno Chardonnay che obbliga a cambiare prospettiva.
Non si confronta con la Borgogna.
Racconta il Jura.
Metodo dell’Ultimo Bicchiere™
Invito
Il primo incontro è intenso.
Il colore giallo dorato anticipa un vino maturo, profondo e fuori dagli schemi.
Al naso emergono frutta, spezie e le tipiche sfumature ossidative del Jura.
Non è uno Chardonnay immediato.
Ma possiede quella personalità capace di incuriosire chi vuole andare oltre i profumi più conosciuti.
Percorso
È durante la degustazione che questo vino mostra tutta la propria grandezza.
La struttura è importante.
L’acidità la sostiene.
Le note ossidative si intrecciano con il frutto, senza cancellarlo.
Il lungo affinamento in botti antiche aggiunge profondità e complessità, mentre il contatto con l’aria accompagna lentamente l’evoluzione del vino.
Sorso dopo sorso diventa più ampio.
Più leggibile.
Più affascinante.
È uno Chardonnay che ha bisogno di tempo anche nel bicchiere.
Per questo il vigneron consiglia di aprirlo alcune ore prima del servizio.
Nostalgia
Il finale è lungo, secco e persistente.
La freschezza mantiene vivo il sorso.
Le note ossidative, la profondità del frutto e la sapidità rimangono nella memoria anche dopo aver posato il bicchiere.
È un vino che non si dimentica facilmente.
E che lascia la curiosità di scoprire come potrà evolvere ancora nel tempo.
Bevibilità d’Autore™
Molti pensano che un vino bianco potente, ossidativo e affinato per anni in botte debba necessariamente risultare pesante o difficile da bere.
Il Metodo dell’Ultimo Bicchiere™ mi porta a valutare il vino in modo diverso.
Non per quanto impressiona al primo sorso.
Ma per la capacità di mantenere equilibrio e piacere durante tutta la degustazione.
In questo Côtes du Jura Blanc, la struttura dello Chardonnay viene sostenuta da una splendida acidità. Le marne grigie, la fermentazione con lieviti indigeni e almeno tre anni nelle antiche botti costruiscono profondità senza togliere energia al sorso.
Il vino è importante.
Ma rimane vivo.
Il risultato è uno Chardonnay che permette di scoprire il carattere ossidativo del Jura senza sentirsi sopraffatti dalla sua intensità.
Un vino che cambia nel bicchiere, accompagna piatti importanti e trasforma la degustazione in un’esperienza da ricordare.
È il vino giusto per te se...
Vuoi scoprire il vero carattere dei vini bianchi del Jura.
Ami gli Chardonnay complessi e longevi.
Apprezzi le note ossidative.
Cerchi un vino bianco importante da accompagnare a tutto il pasto.
Vuoi conoscere un domaine biodinamico con oltre cinque secoli di storia.
Ami i vini che richiedono tempo, attenzione e curiosità.
Preferisci un vino territoriale a uno costruito per piacere a tutti.
Il vino
Il Côtes du Jura Blanc 2018 nasce da Chardonnay 100% coltivato su marne grigie del Lias, una formazione geologica risalente al Giurassico inferiore.
La fermentazione avviene in serbatoi di acciaio inox con i lieviti indigeni naturalmente presenti sulle uve.
Successivamente il vino affina per almeno tre anni in antiche botti di rovere con capacità comprese tra 300 e 1.200 litri.
Durante questo periodo vive a contatto con l’aria, ma senza sviluppare il velo di lieviti che caratterizza il Vin Jaune.
Non viene chiarificato.
Prima dell’imbottigliamento subisce soltanto una filtrazione molto leggera.
Nel calice si presenta con un colore giallo dorato.
Il sorso è solido, fruttato e secco, sostenuto da una splendida acidità e dalle inconfondibili note ossidative del Jura.
È consigliabile aprirlo alcune ore prima e servirlo tra 15 e 18 °C, una temperatura insolita per un bianco ma necessaria per permettergli di esprimere tutta la propria complessità.
Il terroir e il vigneron
Il Domaine Laura Bourdy si trova ad Arlay, nella parte centro-meridionale del Jura vitivinicolo.
La storia della famiglia risale al 1475.
Le antiche cantine, scavate nella roccia del Montfied e ampliate nei secoli, custodiscono ancora oggi bottiglie e testimonianze della lunga storia del domaine.
Oggi Laura Bourdy conduce 13 ettari di vigneto situati tra 220 e 350 metri di altitudine, con esposizioni prevalentemente a sud e sud-ovest.
Dal 2006 il domaine lavora in biodinamica e, dal 2010, possiede la certificazione Demeter.
Qui la biodinamica non viene vissuta come una moda.
È la continuazione di un modo antico di intendere la terra.
Il suolo viene lavorato senza compattarlo eccessivamente.
Non vengono utilizzate molecole chimiche.
La fertilità viene sostenuta attraverso letame, camomilla, valeriana, corteccia di quercia, achillea, ortica e tarassaco.
L’obiettivo non è soltanto proteggere il terreno.
È rigenerarlo.
Rendere la vite più forte.
Permetterle di trovare nel proprio ambiente tutto ciò di cui ha bisogno.
Abbinamenti
A tavola
- Paella
- Carbonara di mare
- Scaloppine ai funghi
- Polpettone vegetariano con formaggio
- Pollame con salse cremose
- Formaggi stagionati
- Comté
Occasioni
- Pranzo importante
- Una cena dedicata ai vini del Jura
- Una degustazione tra appassionati
- Accompagnare un intero pasto
- Sorprendere chi pensa di conoscere già lo Chardonnay
- Aprire una bottiglia lentamente e seguirne l’evoluzione durante la serata
- Un regalo destinato a chi ama i vini fuori dagli schemi
Lo sapevi?
Le note ossidative di questo Chardonnay non sono un difetto.
Sono il risultato di una scelta precisa.
Durante l’affinamento, il vino rimane a contatto con l’aria nelle antiche botti di rovere, sviluppando aromi e complessità molto diversi da quelli di uno Chardonnay vinificato in riduzione.
A differenza del Vin Jaune, però, sulla superficie non si forma il caratteristico velo di lieviti.
Il risultato è uno stile ossidativo personale: profondo e riconoscibile, ma diverso da quello del più celebre vino giallo del Jura.
FAQ Siblis™
Perché lo Chardonnay del Jura è così diverso da quello della Borgogna?
Sebbene il vitigno sia lo stesso, cambiano il terroir e il modo di vinificare. Nel Jura lo Chardonnay cresce spesso su marne, terreni ricchi di argilla e calcare che donano maggiore struttura, sapidità e capacità di invecchiamento. Inoltre, molti produttori utilizzano affinamenti lunghi e tecniche tradizionali che conferiscono al vino una personalità unica, molto diversa da quella borgognona.
Che cosa sono le marne del Lias?
Le marne del Lias sono terreni formatisi nel Giurassico inferiore, composti da argilla e calcare. Sono considerate tra i suoli più vocati del Jura perché permettono alle radici di trovare acqua anche durante le estati più calde e favoriscono la produzione di vini profondi, longevi e caratterizzati da una marcata mineralità.
Perché questo vino affina in botte a contatto con l'aria ma non è un Vin Jaune?
Durante l'affinamento, questo Chardonnay riposa in antiche botti di rovere dove il vino è a contatto con una piccola quantità di ossigeno. Tuttavia, non si forma il caratteristico velo di lieviti ("voile") che protegge il Vin Jaune durante il suo lunghissimo affinamento. Per questo sviluppa leggere e affascinanti note ossidative, mantenendo però uno stile completamente diverso dal celebre vino giallo del Jura.
Perché il produttore consiglia di aprire questo vino alcune ore prima?
È un vino costruito per evolvere lentamente. L'ossigenazione permette agli aromi di aprirsi progressivamente, facendo emergere tutta la complessità sviluppata durante il lungo affinamento. Per questo il produttore suggerisce di stappare la bottiglia alcune ore prima e servirla tra 15 e 18 °C, una temperatura più alta rispetto a quella abitualmente utilizzata per i vini bianchi.
Quale fase del Protocollo I.P.N.™ esprime meglio questo vino?
Probabilmente il Percorso.
Questo Côtes du Jura Blanc non rivela tutto al primo sorso.
Ha bisogno di tempo.
Si apre lentamente nel bicchiere, cambia con l'ossigenazione e continua ad evolvere durante tutta la degustazione.
Ogni sorso aggiunge una sfumatura nuova, mantenendo sempre equilibrio tra struttura, acidità e complessità aromatica.
È proprio questa continua evoluzione a rappresentare perfettamente il Percorso del Protocollo I.P.N.™.
Scheda Tecnica
Identità
Regione: Jura – Francia
Denominazione: Appellation Côtes du Jura Contrôlée AOC
Nome del vino: Côtes du Jura Blanc
Annata: 2018
Vitigno: Chardonnay 100%
Colore: Bianco
Produzione
Vendemmia: Manuale
Produzione annua: 10.000–12.000 bottiglie
Terreno: Marne grigie del Lias (Giurassico inferiore)
Vinificazione: Fermentazione in serbatoi di acciaio inox
Lieviti indigeni
Nessuna chiarificazione
Leggera filtrazione prima dell'imbottigliamento
Affinamento: Almeno 3 anni in antiche botti di rovere da 300, 600, 800 e 1.200 litri
Affinamento a contatto con l'aria, senza formazione del voile
Filosofia del Vigneron
Agricoltura biodinamica certificata Demeter
Lieviti indigeni
Rispetto della tradizione familiare
Nessun utilizzo di molecole chimiche
Lavorazione manuale del suolo
Produzione orientata all'espressione del terroir
Servizio
Temperatura di servizio: 14–16 °C
Grado alcolico: 13,5%
Formato: 750 ml
Allergeni: Contiene solfiti
Raccolta differenziata
Bottiglia vetro marrone | GL 72 | Vetro
Tappo Sughero | FOR 51 | Organico
Capsula PVC | C/PVC 90 | Plastica
Segui le disposizioni del tuo Comune per la corretta separazione.
Grazie.



